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<rss version="2.0" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"><channel><title>naciketas</title><link>http://www.aypwip.org/webnote/naciketas</link><description>Webnote RSS feed</description><lastBuildDate>Sat, 30 Jan 2010 14:14:43 GMT</lastBuildDate><generator>PyRSS2Gen-1.0.0</generator><docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs><item><title>Hai ragione, non &amp;amp;#232; confrontabile la sofferenza psicolog</title><description>Hai ragione, non &amp;#232; confrontabile la sofferenza psicologica con la sofferenza di chi ha una grave malattia genetica. Non la sottovaluterei, per&amp;#242;. Sono molte le persone la cui vita &amp;#232; un inferno - al punto che preferiscono morire - e tuttavia sono perfettamente sane dal punto di vista fisico; sono persone che hanno avuto nell'infanzia difficolt&amp;#224; nelle relazioni famigliari. Sono consapevole, per&amp;#242;, che in questo campo non c'&amp;#232; alcun determinismo. Ci sono persone che hanno vissuto traumi terribili, e vivono serene.
Al di l&amp;#224; dei possibili problemi per il nascituro, ritengo che la scelta della fecondazione eterologa possa provocare problemi alle coppie ed al donatore, e che in particolare riduca quest'ultimo a uno stato quasi animale. Ma qui, me ne rendo perfettamente conto, il mio ragionamento sfiora il moralismo. 
Io non so se sia giusto troncare subito un vita, perch&amp;#233; affetta da gravi malattie. Nella mia scuola ci sono alcuni alunni con patologie gravissime. C'&amp;#232;, intorno a loro, un cerchio di affetto, di sollecitudine, di solidariet&amp;#224; che commuove. Anche la loro vita, mi sembra, ha valore. E fa nascere valore. Mi risponderai che non sta a me dirlo, e che sono i genitori che devono scegliere se farlo vivere o meno: in fondo c'&amp;#232; il diritto di abortire. Permettimi di farti una domanda da perfetto moralista: sei sicura che questo consegnare totalmente la generazione ai genitori sia una scelta saggia? Il loro potere di vita e di morte, l'avere la facolt&amp;#224; esclusiva di scelta sul destino dei propri figli, sono cose che rappresentano un progresso o un regresso? Ti sembrer&amp;#224; assurdo che questa domanda ti venga da uno che ha una formazione tutto sommato libertaria; ti assicuro che anch'io avverto il disagio. E tuttavia: il potere dei genitori diventa assoluto, quel potere di vita e di morte sull'individuo, che una volta si arrogava lo Stato totalitario, ora spetta alla famiglia: cambiano davvero le cose? Il nazismo voleva eliminare i portatori di handicap e realizzare un popolo senza "tare". Oggi &amp;#232; possibile distruggere subito un embrione malato, se i genitori vogliono. E i genitori vorranno molto spesso, prevedibilmente.
Sono d'accordo sulla inesistenza di un diritto ad avere figli. Non sono sicurissimo, per&amp;#242;, che solo chi &amp;#232; persona possa avere diritti, e ci&amp;#242; per due ragioni. La prima &amp;#232; che sono stato persuaso da Hans Jonas che anche le generazioni future, le quali oggi non esistono nemmeno in embrione, hanno dei diritti. Noi non abbiamo il diritto di distruggere l'ambiente, di esaurire le risorse, di distruggere le opere d'arte consegnateci dal passato; loro hanno il diritto di ricevere da noi queste cose, come noi le abbiamo ricevute da chi ci ha preceduto. Anche chi non esiste ancora, dunque, ha diritti, bench&amp;#233; non possa venire di persona a reclamarli. Forse &amp;#232; meglio dire che siamo noi ad avere doveri verso chi non c'&amp;#232; (ancora). La seconda ragione &amp;#232; che sono persuaso che anche gli animali abbiano dei diritti. Anche in questo caso, sarebbe meglio forse parlare di doveri. Quel che conta comunque &amp;#232; che non abbiamo, noi, il diritto di far di loro quello che ci piace. Il punto mi sembra questo: ogni potere comporta una responsabilit&amp;#224;, un dovere, un limite. 
La libert&amp;#224; non pu&amp;#242; essere limitata dallo Stato solo l&amp;#236; dove ci sono dei diritti personali. Io ho diritto ad avere una mia fede religiosa, e lo Stato non pu&amp;#242; in alcun modo porle dei limiti, se non quelli della sicurezza pubblica (nel caso in cui io voglia seguire un culto violento). Ora, tu stessa dici che non esiste un "diritto al figlio".







</description><guid isPermaLink="true">http://www.aypwip.org/webnote/naciketas#note66</guid></item><item><title>Il diritto non &amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; in grado di rispondere alla p</title><description>Il diritto non &amp;#232; pi&amp;#249; in grado di rispondere alla potenza del capitale ed a quella della tecnica, perch&amp;#233; non &amp;#232; in possesso di eterne verit&amp;#224; (p. 32). Il diritto qui si configura, comunque, come una alternativa possibile, bench&amp;#233; debole, a capitalismo e tecnica. Ma, dialogando con Emanuele Severino, Irti matura una diversa concezione del diritto: esso non &amp;#232; una forza che possa opporsi alla tecnica, poich&amp;#233; &amp;#232; esso stesso tecnica, scaturisce dalla volont&amp;#224; di potenza e raggiunge i porpri scopi attraverso l'imposizione. La tecnica, argomenta, si scompone in una molteplicit&amp;#224; di tecniche - tecnica d'impresa, tecnica normativa, tecniche investigative. Non esiste una verit&amp;#224; superiore che assicuri il prevalere d'una tecnica sulle altre, cos&amp;#236; come non esiste una tecnica generale, una tecnica come "capacit&amp;#224;", che sovrasti e unifichi ogni altra tecnica (p. 40).</description><guid isPermaLink="true">http://www.aypwip.org/webnote/naciketas#note27</guid></item><item><title>Omaggio a tutti i Buddha e Bodhisattva!</title><description>Omaggio a tutti i Buddha e Bodhisattva!
Subito il Signore,
per rallegrare le quattro assemblee
e per illuminare ulteriormente questa perfezione della saggezza
predic&amp;#242; in quel tempo i seguenti versi:


CAPITOLO I

AMMONIZIONE PRELIMINARE

&#8220;Fate nascere quanto pi&amp;#249; potere amore, rispetto e fede!
Rimuovete le contaminazioni ostruenti, e pulite ogni vostra macchia!
Ascoltate la Perfetta Saggezza degli amabili Buddha,
insegnata per la felicit&amp;#224; del mondo, destinata a spiriti eroici!

</description><guid isPermaLink="true">http://www.aypwip.org/webnote/naciketas#note18</guid></item><item><title>Fortunato M., &amp;lt;i&amp;gt;Il mondo giudicato. L&#8217;immediato e la distan</title><description>Fortunato M., &lt;i&gt;Il mondo giudicato. L&#8217;immediato e la distanza nel pensiero di Rensi e Kierkegaard&lt;/i&gt;, Prefazione di C. Sini, &#8364; 11,36.
La protesta contro il reale in R. e K. 
</description><guid isPermaLink="true">http://www.aypwip.org/webnote/naciketas#note13</guid></item><item><title>dovesono(&amp;lt;a href="http://www.aypwip.org/webnote/weblogschauu</title><description>dovesono(&lt;a href="http://www.aypwip.org/webnote/weblogschauung" target="_blank"&gt;in&lt;/a&gt;)finito?</description><guid isPermaLink="true">http://www.aypwip.org/webnote/naciketas#note12</guid></item><item><title>You're all that's left to hold on to</title><description>You're all that's left to hold on to
You're all that's left to hold on to
You're all that's left to hold on to
You're all that's left to hold on to
You're all that's left to hold on to
You're all that's left to hold on to
You're all that's left to hold on to
</description><guid isPermaLink="true">http://www.aypwip.org/webnote/naciketas#note9</guid></item><item><title>Introduce me first as a man.</title><description>Introduce me first as a man.
Don&#8217;t mention superficial laurels
the dead heap up on the living.
I am a man. Cut me &amp; I bleed.

Yusef Komunyakaa </description><guid isPermaLink="true">http://www.aypwip.org/webnote/naciketas#note5</guid></item><item><title>Clicca sul quadratino giallo in alto a sinistra per aggiunge</title><description>Clicca sul quadratino giallo in alto a sinistra per aggiungere una nota.</description><guid isPermaLink="true">http://www.aypwip.org/webnote/naciketas#note3</guid></item><item><title>Nicolas Gier, " The Virtue of Nonviolence: From Gautama to G</title><description>Nicolas Gier, " The Virtue of Nonviolence: From Gautama to Gandhi",  University of NY, 2004. La bellezza di 37 euro. Legge Gandhi alla luce dell'etica di Macintyre. 
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